PALERMO NASCOSTA #2: CRIPTE E ORATORI

 

 Visite monumenti e programma:

- ore 9:30 raduno presso Piazza San Domenico

- Visita della Chiesa di san Mamiliano e della cripta Lanza di Trabia 

- Visita della Chiesa e della cripta di San Maria del Piliere

-Visita della Chiesa e dell'Oratorio di Santa Caterina 

 

Costo tour: € 15,00

*Il prezzo comprende la guida autorizzata half day, i whispers, i ticket d'ingresso ai monumenti.

 

INFOLINE PRENOTAZIONI:

380.6523494

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Descrizione tour:  

Si inizierà con la visita della chiesa di San Mamiliano in Valverde e della preziosa cripta Lanza di Trabia, la famiglia della donna uccisa nel 1563 in quello che è passato alla storia come il più clamoroso dei delitti d’onore. Laura Lanza, ovvero la baronessa di Carini. Misteriosa è la cripta, scomparsa per secoli e ritrovata per caso vent’anni fa durante lavori di pulizia. 

 

Si proseguirà per il mandamento Castellammare sino alla chiesa di Santa Maria del Piliere, DA POCO RIAPERTA AL PUBBLICO, conosciuta anche come chiesa degli Angelini, fondata nel 1541 dalla nobildonna Giulia de Panicolis. La sua fama è legata alla presenza di un pozzo dalle acque miracolose che venne scoperto nel 1539 e in cui venne trovata una statua lignea della Madonna col Bambino in braccio. Da un locale adiacente la chiesa , diciotto gradini portano ad un locale sottostante la navata centrale, si tratta di un ambiente a forma rettangolare di circa 70 mq con due altari laterali ed uno centrale. 

 

L’oratorio di Santa Caterina D’Alessandria, DA POCO RIAPERTO AL PUBBLICO, dal 1946 sede dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani del Santo Sepolcro, si trova in via Monteleone, la strada che da Piazza Olivella conduce in via Roma. La magnifica decorazione a stucco dell’interno dell’oratorio è opera di Procopio Serpotta figlio naturale di Giacomo che fu membro della confraternita assieme al figlio Giovan Maria. La decorazione è caratterizzata da una serie di statue allegoriche realizzate lungo le pareti laterali e nella parete d’ingresso dell’oratorio, per la scelta delle quali Procopio Serpotta si ispirò alla tradizione secondo cui la Santa sin dal medioevo, è considerata patrona della cultura; così le figure allegoriche, prevalentemente muliebri, simboleggiano la Dialettica, la Fisica, la Geometria, la Teologia, la Retorica, l’Etica, la Geografia, l’Astrologia, la Scienza e la Sapienza.