I PALAZZI ALL'OLIVELLA: PALAZZO FRANCAVILLA e PALAZZO FORMUSA

DOMENICA 7 MAGGIO 2016- ORE 17:30 - ORE 18:30

I PALAZZI ALL'OLIVELLA: PALAZZO FRANCAVILLA e Palazzo Formusa.

COSTO: 15 € - Raduno c/o Chiosco Ribaudo inizio Via Maqueda.

infoline e prenotazioni: 380.6523494 - O vai a PRENOTA SUBITO

 

Un tour alla scoperta di una delle più ricche e interessanti dimore storiche cittadine:

PALAZZO FRANCAVILLA costruito nel 1783 nella campagna palermitana come dimora di Ignazio Barone. La modesta costruzione di campagna fu in seguito trasformata in palazzo nobiliare degno di gareggiare con quelli che si trovavano nella città. La corte russa (anni 1845-1846) e numerosi esponenti della nobiltà e della cultura europea, attratti dal clima e dalla bellezza della città, amavano soggiornare nella “Palermo Felicissima” dell’Ottocento. Luigi Majorca e Mortillaro Conte di Francavilla erede dei Duchi di Sperlinga, nel 1893, per rifare la facciata del palazzo e dare la definitiva disposizione degli interni, chiamò Ernesto Basile già noto per aver collaborato con il padre G. Battista Filippo alla costruzione del Teatro Massimo. Il grande architetto ed altri valenti artisti, che con lui collaborarono, non si fecero sfuggire l’occasione di dimostrare al colto e ricco committente il valore della loro professionalità. Il Basile, oltre alla facciata e ai due grandi atri, disegnò i mobili della sala d’ingresso e le vetrine dove sono esposti i vestiti delle dame e dei nobiluomini della famiglia. Arredò anche la galleria dipinta da Giuseppe Enea, esempio di uno dei più bei floreali del Liberty palermitano.

La grande opportunità che viene offerta a chi ha l’occasione di visitare il piano nobile di

questa importante dimora storica è quella di respirare sia l’atmosfera culturale che si viveva a Palermo nel settecento sia quella vissuta nel periodo Liberty.

 

Quindi ci sposteremo nel cuore del Quartiere Olivella, attraversando la via Bara, con i suoi caratteristici artigiani per spunrare quindi in Piazza Olivella, dove si erge Palazzo Formusa, che è anche la sede delle associazioni Quarto Tempo e Palermo Cultour. Nel 1929 il progetto è realizzato. L’edificio, in stile ottocentesco, è compatto e sobrio, con decorazione dei prospetti, tipiche dei palazzi del secolo precedente. Ha struttura mista: la solida muratura portante si interrompe per lasciare spazio al cemento armato, là dove c’è esigenza di grandi spazi altrimenti irrealizzabili; è questa la sola concessione alla ‘modernità’ che altrove già si esprime nella cosiddetta architettura ‘fascista’. E’ un edificio improntato alla massima funzionalità, ma Peppino Formusa vuole che sia anche da ammirare: è il suo obiettivo raggiunto (altri successivamente ce ne saranno), è il suo salto di qualità nel quale ha investito tanti anni di duro lavoro; è la rappresentazione del nuovo se stesso, senza eccessi, senza esaltazioni. Fa decorare i soffitti del primo e secondo piano, con gessi e tempere che, dai temi classici, si spingono fino ad un delicato Liberty. Realtà o leggenda, non è dato di sapere, ma si dice che, scavando per le fondamenta dell’edificio, furono trovati degli scheletri umani.