NOBILI DIMORE AL CASSARO

Lo splendore dei palazzi aristocratici di Palermo.

 

 

Nel XVIII secolo a Palermo prolificano numerosi palazzi nobiliari che disposti lungo l'antico asse della Via Marmorea o Cassaro, sono emblema di potere. I palazzi sorti dal desiderio di rinsaldare poteri e privilegi, sono dei veri e propri status symbol per affermare il proprio casato e tramandarne il prestigio. In questo splendido itinerario alla scoperta delle dimore nobiliari palermitane avremo modo di ammirarne diverse. Di alcune ammireremo solo gli esterni, di altri invece si riapriranno i salotti che, come scrigni dal valore inestimabili, delizieranno la vista e stuzzicheranno la fantasia.

Si Visiteranno Palazzo Alliata di Villafranca che sorge nel Piano dei Bologna, già "platea Aragona", lì dove un tempo esisteva un giardino e una " casa grande" ( 1567) di proprietà di Aloisio da Bologna, barone di Montefranco. I Bologna arrivarono a Palermo all'inizio del XIV secolo con Vannino Beccadelli chiamato successivamente "di Bologna" , dalla città di origine. Nobili illustri della città, marchesi di Marineo e baroni di Capaci, i Bologna detennero per decenni le più importanti cariche pubbliche, militari e civili del Regno. Il Palazzo divenne in quegli anni una delle più belle dimore barocche palermitane, "ricercata sede di un circolo di conversazione molto esclusivo" e " visse i suoi anni d'oro in un susseguirsi di feste e di ricevimenti , propri della " vita di facciata " della società del tempo.

Si continuerà con Palazzo Asmundo la cui costruzione che risale al 1615, venne iniziata da un certo dottor Baliano sull'antica “strada del Cassaro” dopo l'allargamento e la rettifica avvenuta nel 1567, per volontà del viceré Garcia De Toledo. Solo nel 1767 l'edificio fu ultimato.

L'edificio, prima che ne venisse in possesso il Presidente di Giustizia Giuseppe Asmundo, marchese di Sessa, era appartenuto alla famiglia Joppolo dei Principi di S. Elia.

Il palazzo (ce lo ricorda la lapide ivi collocata), accolse Maria Cristina, figlia di Ferdinando III, profuga da Napoli assieme al marito Carlo, duca di Genova e di Sardegna. Un'altra lapide, posta sulla facciata principale, testimonia che in questo palazzo nacquero, rispettivamente nel 1821 e nel 1822, Anna Turrisi Colonna e la sorella Giuseppina, pittrice e critica d'arte la prima, poetessa la seconda.

 

DURATA DELLA VISITA: 3 ORE.

APPUNTAMENTO: ORE 9,30 BAR LIBERTY - PIAZZA BOLOGNI.

ARRIVO: PALAZZO ASMUNDO ORE 13,00

 

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