I TESORI DELL'OLIVELLA: TRA ALLEGORIE E MISTICISMO

SABATO 7 GENNAIO 2016

ore 9:30

 

ITINERARIO

- Chiesa e Oratorio di Santa Caterina D’Alessandria

- Museo Salinas

- Chiesa del Piliere

Costo tour: € 15,00 pax

 

*Il prezzo comprende
guide turistica autorizzata, supporto staff, noleggio whispers, ticket d'ingresso.

RADUNO PARTECIPANTI:

ORE 9:30 a Piazza Olivella.

Un particolare itinerario alla scoperta di uno dei quartieri storici piú noti della cittá che, nonostante oggi sia meta indiscussa dei giovani palermitani attirati dalla goliardica movida, conserva al suo interno pregiatissimi capolavori architettonici, artistici e archeologici che, avvolti da una fitta coltre di allegoria e misticismo, avremo il piacere di svelarvi.

   

Inizieremo il tour con la visita dell’Oratorio di Santa Caterina D’Alessandria, a Palermo, a pochi metri dal Teatro Massimo e da piazza Olivella. La decorazione a stucco dell’interno dell’oratorio è caratterizzata da una serie di statue allegoriche realizzate lungo le pareti laterali e nella parete d’ingresso dell’oratorio, per la scelta delle quali lo stuccatore Procopio Serpotta si ispirò alla tradizione, secondo cui la santa, sin dal medioevo, è considerata patrona della cultura. Così le figure allegoriche, prevalentemente muliebri, simboleggiano la Dialettica, la Fisica, la Geometria, la Teologia, la Retorica, l’Etica, la Geografia, l’Astrologia, la Scienza e la Sapienza. 

A pochi passi dell'Oratorio si trova il neo- inaugurato museo Salinas che fa parte del complesso monumentale dell'Olivella, che comprende anche la chiesa di San Ignazio e l'attiguo Oratorio. Il museo possiede una delle più ricche collezioni d'arte punica e greca d'Italia. Al museo, di cui visiteremo alcuni dei pezzi piú noti dell'archeologia e della storia siciliana,  è stato dedicato ad Antonio Salinas, celebre archeologo e  numismatico palermitano.

Da piazza Olivella, dopo aver visitato il Museo, si proseguirà cosí per il mandamento Castellammare sino alla chiesa di Santa Maria del Piliere, DA POCO RIAPERTA AL PUBBLICO, conosciuta anche come chiesa degli Angelini, fondata nel 1541 dalla nobildonna Giulia de Panicolis. La sua fama è legata alla presenza di un pozzo dalle acque miracolose che venne scoperto nel 1539 e in cui venne trovata una statua lignea della Madonna col Bambino in braccio.  Da un locale adiacente la chiesa , diciotto gradini portano ad un locale sottostante la navata centrale, si tratta di un ambiente a forma rettangolare di circa 70 mq con due altari laterali ed uno centrale. 

 

Al termine ci soffermeremo davanti Palazzo Formusa, sede anche di QUARTOTEMPO. Nel 1929 il progetto è realizzato. L’edificio, in stile ottocentesco, è compatto e sobrio, con decorazione dei prospetti, tipiche dei palazzi del secolo precedente. Ha struttura mista: la solida muratura portante si interrompe per lasciare spazio al cemento armato, là dove c’è esigenza di grandi spazi altrimenti irrealizzabili; è questa la sola concessione alla ‘modernità’ che altrove già si esprime nella cosiddetta architettura ‘fascista’. E’ un edificio improntato alla massima funzionalità, ma Peppino Formusa vuole che sia anche da ammirare: è il suo obiettivo raggiunto (altri successivamente ce ne saranno), è il suo salto di qualità nel quale ha investito tanti anni di duro lavoro; è la rappresentazione del nuovo se stesso, senza eccessi, senza esaltazioni. Fa decorare i soffitti del primo e secondo piano, con gessi e tempere che, dai temi classici, si spingono fino ad un delicato Liberty. Realtà o leggenda, non è dato di sapere, ma si dice che, scavando per le fondamenta dell’edificio, furono trovati degli scheletri umani.