DOMENICA 4 GIUGNO: GENIO E CAFFE'

DOMENICA 4 GIUGNO volete ristorarvi dopo le cene o le scampagnate di questi giorni?

Venite a provare la nostra COLAZIONE ESOTERICA: vi offriamo il caffè e il cornetto nello splendido VILLA GIULIA COFFE HOUSE (Non lo conoscete? CLICCATE QUI!) e poi una lunga passeggiata alla scoperta dei segreti di VILLA GIULIA, al fresco degli alberi, dove potete far girare in tranquillità i vostri bambini per una giornata diversa in famiglia.

TRE TURNI VISITA: ORE 9:00 - ORE 10:00 - ORE 11:00

Costo: 5 € (colazione al Villa Giulia Coffee House e visita guidata di Villa Giulia)

BAMBINI FINO A 6 ANNI GRATIS.

 

Johann Wolfgang Goethe lo definì un giorno “il più meraviglioso angolo della terra” ed è qui che – durante le sue visite a Palermo – si fermava per leggere Omero. Concepita secondo un rigoroso e classico disegno geometrico, la villa ha una pianta quadrata ed è tutta recintata da una cancellata in ferro, posta su di un muretto. Il progetto della villa fu realizzato dall'architetto Nicolò Palma che disegnò un verde pubblico con un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati suddivisi dalle loro diagonali; lo spazio centrale, di forma circolare è abbellito da quattro esedre progettate da Giuseppe Damiani Almeyda in stile pompeiano.

La villa è fornita di due entrate: una lato mare, di fronte al Foro Italico, che è quella principale e non più attiva, e una da Via Lincoln, chiamata “Porta Carolina” o “Porta Reale” a pochi passi dall’Orto Botanico, che oggi resta l’unico accesso alla Villa. Da sottolineare per una visita più accurata: uno dei sette “Geni di Palermo“. Un’opera d’arte, attorno alla quale sono disposti una serpe, un cane e una cornucopia: simboli della Prudenza, della Fedeltà e dell’Abbondanza della città, opera anch’essa di Ignazio Marabitti. Nel corso dell’Ottocento, numerosi interventi hanno mutato l’aspetto della Villa: sono stati costruiti teatrini della musica, quattro esedre (incavi semicircolari, sovrastati da una semi-cupola), progettate da Giuseppe Damiani Almeyda e poi i cenotafi degli antichi pensatori greci. Insomma